Up and down..Here I’m back…

E’ passato un po’ di tempo dall’ultimo post e nel mentre sono successe un po’ di cose. La vita qui in Belgio continua nella sua frenesia e bellezza.

Marzo,

La primavera e’ arrivata, con la sua aria frizzante e nuova. Con i pomeriggi di sole al parco in cui vai per leggere un libro e ti ritrovi a suonare la chitarra con sconosciuti.

E’ arrivata anche la nostra prima vacanza tutti insieme, macchine cariche, musica pronta, direzione sud nelle mie care e tanto amate Alpi. 2000km, 7 gioni, 10 pazzi rinchiusi in poco meno di 20 mq e kilometri su kilometri di piste. Un cielo blu, da cartolina, dove non puoi vedere nemmeno una nuvola in lontananza, tanto ridere, divertirsi, ballare sui tavoli a 1980m d’altitudine. In altre parole: Meribel

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Poco dopo si riparte in direzione nord, questa volta il tempo e i kilometri previsti sono molti meno, ma il divertimento e’ tanto e assicurato. Tanta gente, un campeggio con dei bungalow che non erano per niente male, la citta’ vissuta di notte con tutta la sua vena di pazzia e irrequietezza. Noi, che ci vogliamo divertire, festeggiare, amare la vita e cio’ che ci concede.. e quel bacio rubato… Amsterdam, un’altra nostra breve avventura…
Aprile,

con le domeniche in cui si iniziano ad organizzare barbecue e passare piu’ tempo fuori. Le giornate lunghe, in cui non vorresti mai fermarti per riposarti, con il sole che ci fa compagnia quasi fino alle 22.. Le feste anni 90 che ti fanno ballare fino alle 6 del mattino, le risate e i bei momenti che trascorri con le nuove amiche. E poi finalmente si ritorna a Casa, Pasqua, le vacanze, stare tutti insieme al lago e ricaricare quelle batterie che non sono mai sazie del sapore d’Italia e delle persone che amo.

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Mesi intensi, in cui ho un po’ trascurato il blog e ho anche cercato un po’ piu’ di tranquillità…

Here I am, I am back.

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Stay

Not really sure how to feel about it
Something in the way you move
Makes me feel like I can’t live without you
It takes me all the way
I want you to stay

Certe volte resta, e’ l’unica parola che vorremmo dire. Resta qui e non te ne andare, abbracciami solamente, non andare via. 

“Da qui nessuno se ne andra’ via”. 

Era ottobre, io ero appena arrivata in questa nuova citta’ e a cena c’era un amico, uno di quelli che ora conta davvero. Negli ultimi anni della mia vita ho visto tante persone venire e passare, tanti abbracci, saluti, arrivederci. Tanti i ‘ci si tiene in contatto’ o ‘A presto’, tanti quelli che non ci sono mai stati ma sono solo passati, come treni fermi solo ad una stazione di passaggio ma con una destinazione ben piu’ lontana.

Stay.

A quelli che prima erano solo conoscenti e iniziano piano piano a fare parte della tua vita, a renderti partecipe, a farti sentire importante. Iniziano a diventare un po’ la tua seconda famiglia, quelli con cui pranzi al lavoro, giochi a kicker e fai anche le 6 del mattino in discoteca. 

Stay.

Alle mattine di sole, quelle in cui il sole ti bacia dolce la pelle, in una giornata di febbraio che ti fa sentire quasi il sapore della primavera che non pare cosi’ lontana e che ti fa ricordare tanto la tua casa lontana kilometri. 

Stay.

Come gli attimi in cui pensi a com’era prima la tua vita, ad un anno fa, a chi c’era e a chi non c’e’ piu’. A chi non ti manca piu’ perche’ ce l’hai fatta da sola e ce la farai altre mille volte.

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Viaggiare

“Viaggiare è un po’ come essere innamorati, perché improvvisamente su tutti i sensi c’è scritto ‘acceso’. Quando viaggio, soprattutto nelle grandi città, la tipica persona che incontro è una ragazza che vive a Parigi e ha il padre coreano e la madre tedesca. Appena questa ragazza incontra un ragazzo che viene da Edimburgo, e ha il padre tailandese e la madre canadese, lo riconosce come suo simile. E si rende conto che probabilmente ha più cose in comune con lui che con chiunque altro in Corea o in Germania. Così diventano amici. E poi si innamorano. Si trasferiscono a New York. O a Edimburgo. E la bambina che nasce dalla loro unione non sarà né coreana né tedesca o francese o tailandese o scozzese o canadese e neanche americana, ma sarà una meravigliosa combinazione, in continua evoluzione, di tutti questi posti. Il modo in cui questa ragazza sognerà il mondo, scriverà sul mondo e penserà al mondo sarà diverso, perché nascerà da una mescolanza senza precedenti di culture. Oggi, da dove vieni è meno importante di dove vai. Ma è solo fermando il movimento che puoi capire dove andare. Ed è solo facendo un passo indietro, dalla tua vita e dal tuo mondo, che puoi vedere quello a cui tieni di più, e quindi trovare casa. Il movimento è un privilegio fantastico. Ci consente di fare cose che i nostri nonni non potevano neanche sognare di fare. Ma il movimento ha senso solo se c’è una casa a cui tornare. E la casa, in fin dei conti, non è solo il posto in cui dormi. È il posto in cui stai”

Pico Iyer

Welcome 2014!

Siamo arrivati anche alla fine del 2013. E’ stato un anno davvero pieno e intenso, uno di quelli che definirei un grande anno. L’altro giorno rileggevo il post che avevo scritto per il nuovo anno 2013 che stava per arrivare… eh damn! L’avevo quasi azzeccata. 

Ho trovato un posto tutto mio nel mondo lavorativo, 

mi sono trasferita – di nuovo – in una nuova nazione, anche se non era preventivato, 

ho viaggiato oltre i confini dell’Europa, 

e piu’ importante di tutto, ho avuto l’opportunita’ di vivere la mia vita senza costrizioni, da single, avendo l’opportunita’ di riscoprimi. Anche se i primi tempi sembrava piu’ dura e difficile, ora la vedo come una fortuna.

Visto pero’ che non bisogna mai sentirsi a destinazione ma sempre cercare di guardare in la’… 

Vorrei augurare a tutti di alzarsi ogni giorno con il sorriso, soddisfatti di cio’ che state facendo, vivendo con entusiasmo la vita lavorativa e privata, senza sentirsi dentro una gabbia, perche’ c’e’ sempre un modo per aprirla e scappare via,

vorrei continuare ad avere amici che mi scrivono a mezzanotte di una qualsiasi sera e io senza problemi scendo ad aprire in pigiama e con i capelli arruffati, perche’ se qualcuno e’ importante per te c’e’ e ci sara’,

vorrei augurarvi di trovare sempre una buona motivazione per festeggiare, per ballare su quel tavolo come dei pazzi come se ci fosse solo la musica e nessuno intorno a voi, perche’ viviamo in un mondo d’oro e spesso non ci rendiamo nemmeno conto di quanto siamo fortunati,

vorrei augurarvi di sentire quel brivido lungo la schiena di quando l’aereo sta per partire per una destinazione nuova e che sognavate da tanto,

vorrei augurarvi di trovare qualcuno che vi ami davvero, qualcuno speciale, che sappia capirvi e farvi impazzire allo stesso tempo. Lo auguro un po’ anche a me e se non lo dovessi trovare.. beh, sara’ per la prossima volta

Spero che questo 2014 sia pieno di belle novita’, come lo e’ stato questo 2013, da condividere con la mia famiglia e i miei cari amici – vecchi e nuovi – trovati lungo questo viaggio.

Buon anno!

 

 

I miei fili rossi…

Non a tutti capita di dover fare valigie e bagagli e partire per qualcosa che non sia una semplice vacanza. Mettere insieme ricordi, libri, amori, scarpe e vestiti, infilare tutto dentro degli scatoloni e andare via. Credo che per un uomo sia la cosa più’ difficile, perché tutti noi abbiamo bisogno di certezze e routine, di punti fermi nella nostra vita, cose che spariscono nell’esatto momento in cui l’aereo stacca dalla pista. E’ difficile, perché non tutto può essere impacchettato e portato via con noi: non lo sono le persone, i luoghi, i momenti speciali. Non lo sono le abitudini di una vita, quelle che pensavamo fossero parti importanti delle nostre giornate, come il buongiorno del mattino con una persona cara, un percorso che si fa spesso, una cena in famiglia.

Si parte e si deve essere forti abbastanza per dire arrivederci, per slegarsi dalle cose materiali, ma sopratutto per creare un filo rosso che ci leghi in modo indissolubile alle persone a cui vogliamo bene e di cui non possiamo – e non vogliamo – fare a meno. Non tutti saranno un filo rosso a cui potersi aggrappare, anzi. Molti ti lasceranno andare e usciranno dalla tua vita senza nemmeno che tu te ne accorga. Alcuni li potevi credere uno di quei fili rossi, ma poi si riveleranno incapaci di durare e dopo un po’ spariranno. 

Altri, invece, sono li’. Sono quelli che non c’e’ bisogno di metterli ne’ in valigie o scatoloni, ma ce li si porta dietro sempre. Sono quelli che ti salvano nei momenti in cui da soli e’ dura e si ha bisogno di un appiglio. Perchè anche se ti trovi bene, il tuo nuovo lavoro ti piace e hai trovato delle persone fantastiche con cui ti trovi alla grande, ogni tanto tutto ció non basta e si vorrebbe solo riattraccare nel nostro porto sicuro, quello che ci conosce da sempre e da cui veniamo. Allora basta non perdersi d’animo e cercare uno dei cari fili rossi per capire che non si e’ mai davvero da soli. Che chi ci vuole bene c’e’ sempre,

nonostante la distanza,

nonostante i cambiamenti,

nonostante le difficoltà’ della vita di tutti i giorni a cui non siamo abituati ed e’ diversa da ciò che abbiamo sempre vissuto,

nonostante i fusi orari, 

nonostante il continuo crescere a cui siamo esposti sopratutto vivendo all’estero.

E tutti i miei fili rossi mi danno la forza di vivere lontano da casa, da sola, senza tristezza o rimorsi, ma sempre con il sorriso sulle labbra e nel cuore. Grazie. 

I miei primi 3 mesi di vita belga

Sono passati 3 mesi dal mio nuovo inizio in questa nuova nazione. 3 mesi di scoperte, challenge, momenti di smarrimento, lavoro e tanto da fare. Mi ricordo bene il momento in cui ho ricevuto questa proposta di lavoro: ero in Germania, al lavoro in universita’, ed era passato solo un giorno dal colloquio che avevo fatto qui in azienda. Era mattina, ed arrivo’ una di quelle telefonate che difficilmente si dimenticano:

“Tra poco i manager decideranno chi prendere e devo dirti che la tua application sembra davvero in una buona posizione”

Inutile da dirsi che la mia giornata lavorativa fini’ in quel momento, che tutta la concentrazione se ne era andava via per prendere il posto dell’eccitamento, quello che non riesci a contenere e per cui correresti in giro come una pazza.

E poi, dopo un’ora, la seconda telefonata arrivo’ per davvero:

“TI sto chiamando per farti una proposta, ora ti spieghero’ dettagliatamente l’offerta e poi puoi prenderti il tuo tempo per decidere […]”

“Va bene, ok, accetto la proposta!”

“Ma non ci vuoi nemmeno dormire su una notte??”

“No no!”

E io sono fatta cosi’, mi butto di testa nelle cose, e quando un’idea mi prende, mi convince, mi ispira, non ci penso due volte. Alla fine di quella telefonata non riuscivo davvero ad esprimere la contentezza, tra tutti hanno scelto me, ma chi l’avrebbe mai detto?!?!

Passato l’eccitamento generale, ho iniziato a pensare a cosa avrebbe comportato quella scelta, ai se e ma…

Se il lavoro non mi dovesse piacere…

se vivere a Bruxelles non facesse per me…

e se non dovessi trovare dei nuovi amici, se forse era meglio qui in Germania.. 

e perche’ ritrovarsi sempre da sola, per ricominciare tutto da capo…

I momenti di smarrimento ci sono stati, quelli in cui sarei voluta tornare indietro per rivedere la mia scelta no, presa una strada non cambio idea… Ho lasciato la Germania  consapevole che il mio tempo la’ era finito, che avevo trovato degli amici che non avrei, e non ho, perso per strada, sicura che sarebbe stato difficile, ma certa che anche qui sarebbe potuta essere una grande e piacevole avventura.

Ed e’ proprio questo… un’avventura che amo vivere ogni giorno, in cui inizio ad avere i miei ritmi, le mie abitudini, in cui ho trovato uno spazio mio in cui mi sento a casa. Dove ho conosciuto tante persone ed alcune di queste posso gia’ chiamarle amici. 

La verita’ e’ che qui non manca nulla: lavoro tanto, faccio sport e mi diverto anche di piu’… perche’ trasferirsi in un posto nuovo e’ come la risoluzione dei buoni propositi che si fa a capodanno, delle cose che si vogliono tenere e di cio’ che si vuole cambiare dall’anno precedente. Ecco, io ho fatto lo stesso, ho avuto l’opportunita’ e non me la sono fatta scappare.

E la mia luna di miele con Bruxelles continua…

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